Patrocinare un evento, una mostra o un catalogo d’arte, come in questo caso, significa apporre il proprio sigillo su di un progetto a cui, anche se non direttamente di propria emanazione, si riconosce importanza, validità e legame con il mondo della sanità.
Che l’arte abbia molto a che vedere con «uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale», così come l’OMS definisce la salute, è ormai un fatto acclarato.
Nel 2019 proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver analizzato più di 900 pubblicazioni, è giunta alla conclusione che le manifestazioni artistiche, comprese quelle delle arti figurative e plastiche, hanno un impatto positivo sia nel mantenere lo stato di salute, che nella gestione e nel trattamento della malattia.
L’OMS scrive che l’arte può: aiutare le persone che soffrono dal punto di vista della salute mentale, essere di supporto nella cura e nell’assistenza a persone con condizioni acute, con problemi neurologici, nella cura di malattie non trasmissibili e nell’affrontare i dolorosi e difficili momenti del fine vita.
E’ stato, perciò, naturale per la Fondazione accogliere l’invito a patrocinare questa pubblicazione di Giovanni Lamberti, il cui sottotitolo recita non casualmente «L’arte come atto vitale». Un atto vitale che trasforma la materia in segno che emoziona e accoglie e che tanto ricorda gesti e parole di cura tra chi assiste e chi è assistito.

















