Quando è indispensabile ricoverare un bambino, occorre tenere presente che curarlo non significa occuparsi solo della necessaria parte medica-sanitaria, vuol dire anche comprendere le sue esigenze, il suo stato emotivo, le sue paure. Vuol dire accoglierlo in un luogo nel quale possa continuare a esprimersi attraverso il gioco, dove per “gioco” si intende tutto ciò che la sua fantasia e sensibilità gli suggeriscono. Non a caso, nei vecchi testi di pediatria i primi anni di vita del bambino vengono definiti come “l’età del gioco”, quando il bimbo impara, giocando, a esprimersi attraverso suoni, colori, disegni, musica. Il gioco come momento indispensabile e insostituibile di crescita.
L’Ambulatorio delle arti ha proprio l’obiettivo di offrire momenti in cui il bambino possa far emergere la sua creatività, così da vincere le proprie paure e rielaborare il vissuto di cura. Nell’Ambulatorio delle arti viene favorita l’esperienza dei sensi: toccare la carta, strapparla e con essa ricostruire, vivere lo spazio con il movimento e con la parola, ascoltare suoni e vibrazioni, guardare le immagini che si muovono, odorare i materiali, creare qualcosa di personale che possa dare gioia e contribuire al riconciliarsi col vissuto della malattia.
Tutto questo in un luogo, l’ospedale, che non è più solo un posto dove si ricevono cure mediche, ma ambiente dove si possa recuperare il benessere psico-fisico. Un luogo sicuro, lento, adatto ai ritmi del bambino. Un luogo dove anche i genitori possano liberare le proprie emozioni e, con questo, essere di aiuto al proprio bambino oltre che a se stessi.
L’Ambulatorio delle arti si compone di cinque percorsi: laboratorio teatrale, fotografia, musicoterapia, laboratorio della carta, cartoni animati in corsia, differenziati per giorni ed età, ma soprattutto lasciati alla libera espressione dei partecipanti con la guida di personale esperto. All’interno dell’Ospedale dei bambini i luoghi sono stati scelti con attenzione, a seconda del tipo di laboratorio, considerando gli spazi (ampi), la tranquillità (non c’è rumore), la luce, la sicurezza.
Questo progetto è stato reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Dodo.



















