Tra l’inizio di dicembre 2020 e la fine di marzo 2021 sono entrati in funzione i sei piani di Scala 4.0, il progetto più impegnativo che la Fondazione Spedali Civili Brescia abbia fino ad ora affrontato, non solo dal punto di vista economico. Un’operazione complessa resa possibile dalle donazioni ricevute nel momento in cui la pandemia manifestava tutta la sua virulenza e poco si sapeva del virus Sars-Cov-2, che aveva colpito in modo drammatico per primi i territori bresciano e bergamasco.
Era necessario poter ricoverare i pazienti Covid in un ambiente destinato solo a questa patologia e, nello stesso tempo, garantire che il resto dell’ospedale potesse continuare a curare gli altri malati nel modo più sicuro possibile. Grazie alla cooperativa “per Brescia”, utilizzando lo strumento legislativo dell’articolo 20 del Codice degli Appalti “Opera pubblica realizzata a spese del privato”, in poche settimane è stato possibile consegnare l’intera ristrutturazione, edile e impiantistica, dei 5.100 metri quadrati di Scala 4.0.
Scala 4.0 è rimasta operativa come tale fino al 2022. Il totale delle persone curate in quegli spazi, dall’apertura iniziale al 31 dicembre 2022, è stato di 4.491, di queste 2.497 sono state seguite nel 2022. Si tratta del 55,6% di tutte quelle che sono state ricoverate in Scala 4.0 perché colpite dal virus. Nessuno avrebbe voluto che anche il 2022 fosse caratterizzato da un numero così alto di pazienti Covid, ma l’oggettiva evidenza dei fatti dimostra di come la scelta di investire 2.420.000 euro per la ristrutturazione del padiglione sia stata corretta.
Migliaia di persone colpite dal Covid sono state seguite e curate in quella che è stata definita Scala 4.0 per la sua concezione innovativa dal punto di vista strutturale, per le attrezzature sanitarie oltre che per il fondamentale lavoro sinergico di tutte le équipe impegnate nei suoi sei piani. Dai giorni più critici della pandemia la situazione è andata via via migliorando sul fronte epidemiologico, i pazienti Covid con necessità di ospedalizzazione sono decisamente diminuiti e possono essere seguiti in altri settori degli Spedali Civili. Oggi, dunque, in quegli spazi hanno trovato posto altri reparti che avevano necessità di avere collocazione più adeguata rispetto all’esistente. A piano terra ora c’è il Centro senologico, al terzo piano si è installata l’ortopedia-traumatologia. Al quarto troviamo l’urologia e al quinto un reparto chiamato PUMA, acronimo che riassume: chirurgia plastica, urologia chirurgica e maxillo facciale, mentre primo e secondo piano sono al momento vuoti.















